In questi giorni sto testando una nuova app che promette miracoli nel campo delle previsioni atmosferiche. Giustamente vi starete domandando cosa c’entri la meteorologia con la fotografia: beh, nella fotografia di paesaggio è fondamentale. Queste previsioni permettono di capire se in un dato luogo si verificheranno determinate condizioni atmosferiche, quanto saranno intense e se valga la pena percorrere strada per assistervi e immortalare l’attimo.
Fino a qui, il discorso fila liscio. Ma allora, cosa c’entra la costanza? È un elemento essenziale per realizzare l’immagine che hai in mente. Perseverare nel recarsi in un luogo specifico, in determinate condizioni, sperando che si verifichino quelle ideali per lo scatto, è il modo migliore per ottenere il risultato desiderato.
Ovviamente non è sempre possibile, soprattutto considerando che molti luoghi nel taccuino dei progetti sono a ore di distanza, o addirittura irraggiungibili in certi periodi dell’anno. Da qui il mio esercizio di stile: un’idea balenatami in testa per un luogo straconosciuto e visto infinite volte (sempre suggestivo) nei dintorni di casa mia. Cosa c’è di più bello del cimentarsi con il fascino del conosciuto? Crogiolarsi nel “già visto” per fare pratica, testare nuove idee, attrezzi e tecniche?
In questo processo mi sono accorto di quanto la costanza sia cruciale, non tanto per la singola foto, ma per vincere brutte abitudini che ci separano dalle nostre idee. La peggiore è dare per scontato ciò che è comodo e quotidiano, lì accanto a noi ogni giorno. Aggiungeteci il richiamo di un letto caldo e comodo…
Questa costanza ti spinge – a volte controvoglia – a uscire, a essere presente, a osservare ciò che altrimenti ti saresti perso. Le Isole Borromee del Lago Maggiore sono diventate il mio simulacro personale. Un pezzo di mondo così noto e comodo da sfiorare la noia, eppure ora il mio esercizio di stile: le rifotografo ogni volta che devo sperimentare qualcosa di nuovo.
Sono una palestra per affinare tecniche, sguardo, conoscenza e ispirazione. Quest’anno mi ha stupito quante volte le ho scattate e quanto siano mutevoli con le stagioni, le ore del giorno e le condizioni di luce. Finché si è spettatori di un singolo scatto, non lo si nota; ma una volta sparse sul tavolo le stampe delle varie uscite, la sorpresa è palese, quasi incredibile. Ecco, la costanza è l’elemento portante di questo processo: incurante del tempo, ti fa notare lo scorrere del tempo persino davanti all’immobilità di un’isola.



